mar 24 2009

Forma e sostanza (aggiunta su Doctorow a Milano e annuncio della morte del CD)

Categoria: TecnologiaAndrea Grassi @ 00:59

Proseguo e chiudo con gli appunti presi alla conferenza di Cory Doctorow a Milano (mi sembrava ci fosse dell’altro, e invece no).

Nell’era della produzione industriale di media, arte e informazione, il metodo di distribuzione determina il formato, il contenitore, e quindi anche il contenuto. Le notizie non si vendono sfuse, come le liquirizie dell’oratorio, ma solo confezionate in quotidiano, o in TG e trasmissioni di approfondimento, comunque in tagli ben definiti (10, 20 o 40 minuti). Un bel documentario da 27 minuti, per dire, non può essere trasmesso, così come non si può vendere una singola poesia (è necessario fare una raccolta per giustificare un libro, per quanto piccolo).

Con la musica digtale siamo invece arrivati alla vendita dei  singoli brani, ma alla sua fonte l’industria sembra ragionare ancora in termini di album: tu puoi comprare solo la hit, ma l’artista firma un contratto per la produzione di un intero CD, comprese le 8 canzoni fuffa. Sembra, dicevo, perché Marinella Venegoni della Stampa (via EmmeBi) dice che Marco Masini ha firmato con Universal un contratto per “24 canzoni”, perché dal 2011 elimineranno il supporto fisico e non distribuiranno più CD.

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mar 24 2009

Profilazione e percezione della realtà

Categoria: giornalismoAndrea Grassi @ 00:33

Il mio quotidiano | Wittgenstein
Qualche giorno fa sul New York Times Nicholas Kristof ha fatto una riflessione simile rispetto alla personalizzazione delle informazioni e delle news: il “Daily me”. Finiamo per leggere solo cose con cui siamo d’accordo.

Questo post di Luca mi ha fatto venire in mente uno scambio avuto con RobyInno mesi fa fa, e che mi ero ripromesso di mettere su queste pagine. Anche qui, poco più di qualche appunto, ché il tempo fugge.

La profilazione e la personalizzazione cambiano la percezione della realtà
La pubblicità è sempre più mirata alla tua persona, ai comportamenti (behavioural advertising). I siti di eCommerce ti propongono prodotti ai quali probabilmente sei interessato. Google Reader ti propone i siti che probabilmente sono più affini al tuo modo di vedere, e ti permette di aggiungerli alla tua home page iGoogle. Presto i siti di informazione ti proporranno in home page gli argomenti e le notizie che ti interessano. Col passare del tempo, verrai a contatto sempre più con idee, notizie, opinioni e giudizi ai quali sei affine, e venendo a mancare idee discordanti, verrà limitata la possibilità di mettere in discussione ciò che credi. Ma c’è di più: crederai che tutto il mondo la pensa come te. E lo stesso crederanno anche persone che la pensano in modo molto differente da te.

Immagine di DistractionNel suo romanzo Distraction, Bruce Sterling si spinge più in là, e ipotizza la possibilità di pilotare la percezione e le azioni di individui e gruppi attraverso un bombardamento mediatico personalizzato. Non mass-media, ma single-media, dalle notizie del giorno allo spam, al passaparola ottenuto influenzando circoli di persone socialmente attive in rete. L’obiettivo, in quel caso, era provocare manifestazioni di protesta e veri e propri attentati contro un candidato alla presidenza USA nel 2044. Estremo? Sì, è un romanzo di fantascienza. Completamente campato per aria? Temo proprio di no.

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mar 23 2009

Tutti dicono “I love news”

Categoria: giornalismoAndrea Grassi @ 13:20

Tra giornali che chiudono (negli USA, soprattutto), e altri che sono in grande agitazione per trovare una via di uscita alla crisi, c’è molto fermento nel settore delle notizie sul web e su internet in generale. Alcune cose da notare, leggere o tenere d’occhio:

Il giornale di domani
Uno speciale di Internazionale con riflessioni e analisi su presente e futuro dei giornali (in particolare i quotidiani). Giuseppe Granieri elenca qui gli articoli originali in Inglese. Alcune idee che ci puoi trovare, o che comunque girano attorno agli articoli sono:

  • muoiono i giornali, non le notizie o il bisogno di raccontarle
  • l’informazione è più diffusa (e ricercata) che mai
  • i giornalisti non hanno mai avuto un pubblico potenziale tanto grande, né barriere tanto piccole all’inizio della carriera
  • corrispondenze da posti remoti, inchieste che durano settimane, approfondimenti su argomenti complicati sono tipi di contenuto che difficilmente possono essere finanziati (per non dire adeguatamente compensati) con un modello basato solo sulla pubblicità, o per lo meno non con le attuali tariffe della pubblicittà online
  • chi rimacina e riblogga l’inchiesta esclusiva di un altro ottiene l’1% dei benefici ma con lo 0.0001% dello sforzo. Non funziona.
  • tutti hanno un’opinione o un dettaglio sulle notizie che stanno sotto gli occhi di tutti, ma chi va a scovare quelle che non ha notato nessuno?
  • carta, stampa e distribuzione costituiscono la fetta più grande nel prezzo di un giornale, ma…
  • …  proventi online del NYT bastano a pagare solo il 20% della redazione del giornale di carta


La mappa di New Media City

Divertente mappa fatta da quelli di Totem, segnalata dall’interessante blog del Giornalaio.

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mar 17 2009

Meet the media guru, Cory Doctorow a Milano

Categoria: giornalismoAndrea Grassi @ 00:57
Cory Doctorow a Milano

Cory Doctorow a Milano

(poco più di una raccolta di appunti non riletti. Il tempo è poco)
Preambolo breve: Cory Doctorow è lui, mentre Meet the Media Guru è questa cosa qui.
Malgrado la Mediateca Santa Teresa sia un partner dell’evento, credo sia giunta l’ora di cercare una sede più grande per i prossimi appuntamenti (specialmente quello con Lawrence Lessig del 27 marzo): è semplicemente troppo piccola. La presentazione, invece, decisamente troppo lunga (come Gaspar, ho cercato invano un pulsante Skip Intro sotto la poltrona). Qui, comunque, c’è il video di tutta la serata, che era anche in streaming su Mogulus e C6tv (kudos a pioggia per questo e molti altri dettagli).
Di persona, Cory è più simpatico di quel che mi aspettavo, ma gli argomenti erano molto prevedibili, almeno per chi già lo conosce e lo segue da un po’. Bisogna però ammettere che, se oggi come oggi l’idea di vendere contenuti digitali senza DRM è scontata e banale, almeno per quanto riguarda la musica, non lo era solo pochi anni fa, quando solo Cory e pochi altri gridavano convinti che il DRM non aveva futuro.

Media e News
Secondo Doctorow, le notizie recenti stanno ormai diventando commodity. Ce ne sono più del necessario. La merce rara, semmai, sono le notizie vecchie. C’è però il paradosso dell’archivio del storico del New York Times. Per molti anni, le notizie sono state consultabili liberamente da tutti per una o due settimane, per poi diventare accessibili solo agli abbonati. Chi voleva citare una fonte giornalistica in una pagina web, quindi, per anni ha evitato di linkare il NYT, preferendogli altre testate (BBC, per esempio). Ora il NYT ha aperto l’archivio a tutti, ma ha così pochi backlink accumulati nel primo decennio del web che gli articoli di quel periodo, per Google, non esistono. Sei costretto a regalare proprio quel che ha più valore, perché altrimenti nessuno lo noterà. Un bell’affare, non c’è che dire.

Oh, the irony
Nelle sue giornate milanesi, Cory ha incontrato blogstar di prima grandezza, giornalisti esperti di social media, direttori e “compagni di colazioni”… Tutta gente ammodino, insomma. Poi, però, quando si è trattato di fare un post sulla trasferta  italiana, ha scelto di sponsorizzare la campagna per la libertà di blog lanciata da Beppe Grillo, che non è proprio il blogger più stimato dai suoi colleghi illustri.

(forse continua in un prossimo post, quando recupero gli appunti)

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mar 17 2009

Le idee son tante, il tempo manca, sulla tastiera sventola la mano stanca

Categoria: PersonaleAndrea Grassi @ 00:29

Tra il bimbo che già c’è, quello che arriverà a Giugno e quello –tutto digitale– che dovrò partorire un paio di mesi prima di allora, ultimamente ho proprio poco tempo per scrivere. Anche la trasferta a Monaco non mi ha concesso i tempi morti che pensavo di avere (il che, in sé, non è poi male). Insomma, prima che diventino del tutto obsoleti, butto giù nei post successivi a questo alcuni appunti che non voglio perdere per strada, ma che non ho avuto tempo di sviluppare a dovere.


mar 05 2009

L’ottimismo è il sale della vita

Categoria: VideoAndrea Grassi @ 13:27

Via, Phonkmeister

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