È piuttosto evidente che Google sta dando sempre più rilevanza alle ultime notizie, discussioni recenti e i cosiddetti risultati da “real-time web” nei risultati delle ricerche.
Ultimamente, nei risultati delle mie ricerche su non trovo nei primissimi posti il sito che davvero stavo cercando, ma qualche sito di news, blog o aggregatore che lo citano (spesso senza linkarlo).
Oggi se cerchi un nuovo smartphone, trovi Engadget, Gizmodo e Tecnocino invece del suo produttore; cerca un software e trovi 10 servizi di download (sì, ok, spesso anche il CHIP Download che seguo io…) invece della software house che lo sviluppa.
Per carità, spesso avere le informazioni più fresche è davvero utile, e molte persone sono senz’altro soddisfatte di quei risultati. A me però la cosa sta cominciando a seccare. Per dirne una, mi è diventato impossibile usare il celebre tasto “Mi sento fortunato” sui cui talvolta facevo clic per gratificare il mio ego (mi son sempre considerato “cintura nera di ricerca sul web”).
Insomma, per quanto riguarda me, Google sta sempre più svaccando la rilevanza dei suoi risultati per inseguire la ricerca real-time. Visto che stupidi non sono, credo che avranno i loro bei motivi per farlo. A pensar bene, verrebbe da dire che siti di news, blog eccetera devono avere un buon CTR nella pagina di ricerca e sono ben pieni di pubblicità Google; a voler pensar male, si può essere indotti a credere che Google usi questo metodo per “convincere” il produttore in questione ad acquistare AdWords per essere visibile nella prima schermata di risultati.
Non sarebbe male se Google separasse i due risultati: breaking news e conversazioni da un lato, e dall’altro il vecchio, lento e consolidato web tradizionale. Sono il solo a pensarla così?
