Visto che curo un sito che si basa largamente su UGC (Contenuti Generati dagli Utenti), sto seguendo con molta attenzione quel che è successo alle foto inviate dai lettori al Corriere della Sera, e le reazioni a riguardo. Per chi si fosse perso la vicenda, all’indomani del terremoto a L’Aquila, il sito del Corriere della Sera ha invitato i lettori a mandare testimonianze, foto e video; un buontempone ha mandato una foto del terremoto del Sichuan prima, e una di quello in Turchia poi, e queste sono finite in home page. (il Dr Pruno ha conservato le schermate — Occhio: Rectoverso ultimamente è decisamente NSFW).
Le reazioni in rete (dal mio punto di osservazione) si sono divise tra “ben gli sta al Corriere. For teh Lulz!” e “una volta che l’editoria tradizionale si apre agli UGC viene subito assalita dai troll, e c’è pure chi li difende”. I principali commenti si sono raccolti in coda ai post di Pratellesi (direttore di Corriere.it), Mantellini e rectoscopy. Ma perché, davvero, buggerare il Corriere (ma anche una testata qualsiasi) è percepito come cosa buona e giusta? Perché moltissime persone sono infastidite da qualsiasi apertura dei giornali alla rete? (i blog dei direttori non godono di molta fama in rete…)
Io credo che i siti dei quotidiani si sono fatti beccare troppe volte a pescare a piene mani dalla rete senza citare la fonte. Se lo fanno, indicano il nome dell’autore ma non mettono un link. Insomma, i più grossi siti del web sono altamente maleducati, in termini di netiquette. Inoltre, c’è una questione strettamente formale. Le condizioni d’uso con la policy sugli UGC e i diritti dell’autore sui materiali inviati non sono per niente semplici da trovare, e quando le si trova riservano solo brutte sorprese per l’utente.
Le condizioni d’uso di Corriere.it
Per trovare le condizioni d’uso e la gestione dei diritti sugli UGC bisogna andare su Registrati, scorrere in basso il modulo di iscrizione per trovare la parte relativa agli UGC ingabbiata in una textbox alta solo 3 righe e che (su Firefox per Mac) è priva delle frecce di scorrimento. Incollando il testo in un editor per una più agevole lettura, si scopre che:
- gli UGC citati sono solo di tre tipi: commenti agli articoli (“Di’la tua”), commenta nei blog e partecipa ai forum.
- non si parla di foto, video, testi o altri contributi.
- l’Utente “cede e trasferisce a RCS Quotidiani e RCS Digital, in via definitiva e a titolo gratuito, la titolarità di tutti i diritti di sfruttamento economico e commerciale relativi ai contenuti trasmessi, per l’Italia e per tutto il mondo”.
Di solito, i siti che pubblicano UGC si limitano a richiedere il diritto alla distribuzione non-esclusiva: se l’utente vuole, può riutilizzare (anche rivendere) i suoi contenuti anche altrove.
Patti poco chiari
Insomma, i diritti degli utenti che inviano contributi sono nascosti, non toccano l’oggetto della richiesta di quel lunedì mattina (mandate foto, video e testimonianze), e sono penalizzanti per l’utente. Capisco l’urgenza del momento, ma questa non è una policy accettabile se si vuole attivare dei Citizen Journalist. La gravità del gesto è stata poi accentuata dall’uso che il Corriere ha deciso di fare delle foto: non le ha messe in una gallery, chiaramente identificata come “contributi dei lettori”, ma le ha sparate in home page, come foto di apertura del servizio più importante del mese, senza indicare l’autore. Appropriandosi di fatto della foto, per quanto mi riguarda, il Corriere si fa carico di tutte le colpe di omesso controllo. Diverso sarebbe stato se la foto fosse stata presentata, con indicazione chiara dell’autore, in un contesto di contenuti generati dalla comunità dei lettori. E se poi una foto è proprio bella a vuoi usarla in home page, non sarebbe una bestemmia pensare a un compenso per l’autore (quanto costerebbe una foto d’agenzia in home page? O l’invio di un fotoreporter?).
PS: nelle condizioni d’uso di Corriere.it c’è anche — la perla dell’art. 4 punto e: sono vietati commenti aventi per contenuto “Messaggi di propaganda politica, di partito o di fazione. Quindi non sono ammessi messaggi che contengano idee o affermazioni chiaramente riferite ad ideologie politiche”. Insomma, puoi partecipare a patto che tu non esprima delle idee. Mica male…

aprile 17th, 2009 alle 21:53
Bhè , che dire .… ancora stasera in TV facevano interviste a nonne che avevano perso nel terremoto nipoti ( e poi sulle lacrime stringevano con lunghi primi piani ).
PS = questa però non la sapevo … viva il professionismo giornalistico (e vai a fidarti)
Ciao e grazie
aprile 20th, 2009 alle 10:25
Fai benissimo ad evidenziare la “maleducazione” di quotidiani e riviste online a cui aggungerei anche una qualità spesso non all’altezza della controparte cartacea.
nda
aprile 22nd, 2009 alle 18:16
Se può interessare per la tua analisi (o 4 teh LuLz), il modulo di invio
delle foto era/è questo:
http://www.corriere.it/cf/inviafoto/form.cfm
“Le immagini ricevute sono selezionate dalla redazione“
lulz
aprile 23rd, 2009 alle 08:39
Grazie per il link. Illuminante.