
Cory Doctorow a Milano
(poco più di una raccolta di appunti non riletti. Il tempo è poco)
Preambolo breve: Cory Doctorow è lui, mentre Meet the Media Guru è questa cosa qui.
Malgrado la Mediateca Santa Teresa sia un partner dell’evento, credo sia giunta l’ora di cercare una sede più grande per i prossimi appuntamenti (specialmente quello con Lawrence Lessig del 27 marzo): è semplicemente troppo piccola. La presentazione, invece, decisamente troppo lunga (come Gaspar, ho cercato invano un pulsante Skip Intro sotto la poltrona). Qui, comunque, c’è il video di tutta la serata, che era anche in streaming su Mogulus e C6tv (kudos a pioggia per questo e molti altri dettagli).
Di persona, Cory è più simpatico di quel che mi aspettavo, ma gli argomenti erano molto prevedibili, almeno per chi già lo conosce e lo segue da un po’. Bisogna però ammettere che, se oggi come oggi l’idea di vendere contenuti digitali senza DRM è scontata e banale, almeno per quanto riguarda la musica, non lo era solo pochi anni fa, quando solo Cory e pochi altri gridavano convinti che il DRM non aveva futuro.
Media e News
Secondo Doctorow, le notizie recenti stanno ormai diventando commodity. Ce ne sono più del necessario. La merce rara, semmai, sono le notizie vecchie. C’è però il paradosso dell’archivio del storico del New York Times. Per molti anni, le notizie sono state consultabili liberamente da tutti per una o due settimane, per poi diventare accessibili solo agli abbonati. Chi voleva citare una fonte giornalistica in una pagina web, quindi, per anni ha evitato di linkare il NYT, preferendogli altre testate (BBC, per esempio). Ora il NYT ha aperto l’archivio a tutti, ma ha così pochi backlink accumulati nel primo decennio del web che gli articoli di quel periodo, per Google, non esistono. Sei costretto a regalare proprio quel che ha più valore, perché altrimenti nessuno lo noterà. Un bell’affare, non c’è che dire.
Oh, the irony
Nelle sue giornate milanesi, Cory ha incontrato blogstar di prima grandezza, giornalisti esperti di social media, direttori e “compagni di colazioni”… Tutta gente ammodino, insomma. Poi, però, quando si è trattato di fare un post sulla trasferta italiana, ha scelto di sponsorizzare la campagna per la libertà di blog lanciata da Beppe Grillo, che non è proprio il blogger più stimato dai suoi colleghi illustri.
(forse continua in un prossimo post, quando recupero gli appunti)

marzo 20th, 2009 alle 12:35
Confesso che le parti migliori del tuo resoconto mi sono parse la considerazione sul DRM e la parte finale.
nda
marzo 24th, 2009 alle 00:59
[…] e chiudo con gli appunti presi alla conferenza di Cory Doctorow a Milano (mi sembrava ci fosse dell’altro, e […]