Tra giornali che chiudono (negli USA, soprattutto), e altri che sono in grande agitazione per trovare una via di uscita alla crisi, c’è molto fermento nel settore delle notizie sul web e su internet in generale. Alcune cose da notare, leggere o tenere d’occhio:
Il giornale di domani
Uno speciale di Internazionale con riflessioni e analisi su presente e futuro dei giornali (in particolare i quotidiani). Giuseppe Granieri elenca qui gli articoli originali in Inglese. Alcune idee che ci puoi trovare, o che comunque girano attorno agli articoli sono:
- muoiono i giornali, non le notizie o il bisogno di raccontarle
- l’informazione è più diffusa (e ricercata) che mai
- i giornalisti non hanno mai avuto un pubblico potenziale tanto grande, né barriere tanto piccole all’inizio della carriera
- corrispondenze da posti remoti, inchieste che durano settimane, approfondimenti su argomenti complicati sono tipi di contenuto che difficilmente possono essere finanziati (per non dire adeguatamente compensati) con un modello basato solo sulla pubblicità, o per lo meno non con le attuali tariffe della pubblicittà online
- chi rimacina e riblogga l’inchiesta esclusiva di un altro ottiene l’1% dei benefici ma con lo 0.0001% dello sforzo. Non funziona.
- tutti hanno un’opinione o un dettaglio sulle notizie che stanno sotto gli occhi di tutti, ma chi va a scovare quelle che non ha notato nessuno?
- carta, stampa e distribuzione costituiscono la fetta più grande nel prezzo di un giornale, ma…
- … proventi online del NYT bastano a pagare solo il 20% della redazione del giornale di carta
La mappa di New Media City
Divertente mappa fatta da quelli di Totem, segnalata dall’interessante blog del Giornalaio.

marzo 23rd, 2009 alle 15:24
>i giornalisti non hanno mai avuto un pubblico potenziale tanto grande, né barriere tanto piccole all’inizio della carriera
Né compensi così microscopici.
nda
marzo 23rd, 2009 alle 15:35
Serendipity. Mio frammento di una chat con un collaboratore, in questo momento:
“Se è solo per la voglia, non c’è momento migliore di questo: blog, microblogging, social web… Se però vuoi anche guadagnarci abbastanza da poter vivere… è un dramma”