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	<title>grandangolo &#187; giornalismo</title>
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	<description>Il blog di Andrea Grassi</description>
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		<title>Google penalizza gli aggregatori. Degli altri</title>
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		<pubDate>Fri, 11 Dec 2009 01:19:12 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Grassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
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		<description><![CDATA[La gran cagnara che gli editori stanno facendo attorno a Google News, è del tutto infondata. C’è però un punto su cui vale la pena di riflettere, ed è questo: se è vero che Google penalizza gli aggregatori di notizie, rimuovendo i contenuti duplicati dai risultati o facendoli scendere nella SERP, perché piazza i risultati [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_192" class="wp-caption alignnone" style="width: 422px"><img class="size-full wp-image-192 " title="Google News" src="http://www.grand.it/wp-content/uploads/2009/12/Google-News.png" alt="Google penalizza gli aggregatori, ma piazza i risultati del suo aggregatore, Google News, in cima alla SERP" width="412" height="355" /><p class="wp-caption-text">Google penalizza gli aggregatori, ma piazza i risultati del suo aggregatore, Google News, in cima alla SERP</p></div>
<p>La gran <a href="http://www.ilsole24ore.com/art/SoleOnLine4/dossier/Italia/2009/commenti-sole-24-ore/9-dicembre-2009/de-benedetti-google-deve-pagare-giornali.shtml?uuid=71743584-e491-11de-861f-a01de3f7162a&amp;DocRulesView=Libero">cagnara</a> che gli editori stanno facendo attorno a <a href="http://news.google.it/">Google News</a>, è del tutto infondata. C’è però un punto su cui vale la pena di riflettere, ed è questo: se è vero che Google penalizza gli aggregatori di notizie, rimuovendo i contenuti duplicati dai risultati o facendoli scendere nella SERP, perché piazza i risultati del <strong>suo</strong> aggregatore di notizie, Google News, in cima ai risultati in prima pagina.</p>
<p>Questa pratica stroncherebbe sul nascere un qualsiasi potenziale concorrente di Google News. Abuso di posizione dominante anyone?</p>
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		<title>Repubblica e i link esterni: bravi per davvero</title>
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		<pubDate>Tue, 26 May 2009 12:30:13 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Grassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Ok, nel post precedente ho sbracato un po’ pensando fosse una combinazione di eventi incredibile, e invece no. Repubblica.it ha cominciato a inserire nei propri articoli link esterni verso le fonti citate o pertinenti. Il cambiamento è così evidente che è senz’altro frutto di una decisione, presa probabilmente dopo intense discussioni, e merita un plauso. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Ok, nel post precedente ho sbracato un po’ pensando fosse una combinazione di eventi incredibile, e invece no. Repubblica.it ha cominciato a inserire nei propri articoli link esterni verso le fonti citate o pertinenti. Il cambiamento è così evidente che è senz’altro frutto di una decisione, presa probabilmente dopo intense discussioni, e merita un plauso.</p>
<p>Parafrasando il titolo (ma non il senso), di un recente articolo di <a href="http://gadgets.boingboing.net/2009/05/18/welcome-wired-we-cal.html">Boing Boing sulla situazione di Wired USA</a>, «Benvenuta Repubblica.it. Noi chiamiamo questa terra “Internet”».</p>
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		<title>pwn3d! Repubblica linka Blogbabel che pubblicizza Libero e l’allegato “Berlusconi tale e quale”</title>
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		<pubDate>Wed, 20 May 2009 22:39:57 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Grassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[1 — Repubblica ha un articolo in cui parla del grosso successo del gruppo su Facebook in cui si chiede al Premier di rispondere alle famose 10 domande sull’affaire Noemi Letizia. 2 — Nel pezzo, Repubblica linka la pagina di Blogbabel con le discussioni sull’argomento “10 domande”. (Repubblica! Linka! Miracolo!) 3 — La pagina di [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_161" class="wp-caption aligncenter" style="width: 410px"><img class="size-full wp-image-161" title="repubblica-blogbabel-libero-" src="http://www.grand.it/wp-content/uploads/2009/05/repubblica-blogbabel-libero-2.jpg" alt="Da Repubblica a Blogbael, a Libero " width="400" height="247" /><p class="wp-caption-text">Da Repubblica a Blogbael, a Libero </p></div>
<p>1 — Repubblica ha un <a href="http://www.repubblica.it/2009/05/sezioni/politica/berlusconi-divorzio-1/gruppo-facebook-diecimila/gruppo-facebook-diecimila.html">articolo</a> in cui parla del grosso successo del <a href="http://www.facebook.com/group.php?gid=79792252475">gruppo su Facebook</a> in cui si chiede al Premier di rispondere alle famose 10 domande sull’affaire Noemi Letizia.<br />
2 — Nel pezzo, Repubblica linka la <a href="http://it.blogbabel.com/discussions/discussion/96151/page=1/">pagina di Blogbabel </a>con le discussioni sull’argomento <a href="http://temi.repubblica.it/repubblicaspeciale-dieci-domande-a-berlusconi/">“10 domande”</a>. (<strong>Repubblica! Linka! Miracolo!</strong>)<br />
3 — La pagina di Blogbabel mostra un bell’annuncio illustrato di Adwords, ovviamente correlato all’argomento Berlusconi. L’annuncio pubblicizza la collana agiografica <a rel="nofollow" href="http://www.libero-news.it/pages/berlusconi-tale-quale">“Berlusconi tale e quale”</a>¹ distribuita insieme al quotidiano Libero.</p>
<p>Sarà più <a href="http://failblog.org/">“FAIL”</a>² Repubblica che indirettamente promuove un quotidiano concorrente e avversario, o Libero che sta spendendo soldi con pubblicità “mirata e contestuale” che si rivolge però a un pubblico palesemente fuori target, perché rappresentato in massima parte dai lettori di Repubblica?</p>
<address>¹ (rel=nofollow)<br />
² A proposito di “fail”, vogliamo parlare di <a href="http://www.fail.it/">questi</a>? (No, non ho voglia di fare un altro motivator “doing it wrong”)</address>
]]></content:encoded>
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		<title>Le foto false del Corriere: UGC, diritti degli utenti e condizioni d’uso</title>
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		<pubDate>Thu, 16 Apr 2009 19:31:15 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Grassi</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Visto che curo un sito che si basa largamente su UGC (Contenuti Generati dagli Utenti), sto seguendo con molta attenzione quel che è successo alle foto inviate dai lettori al Corriere della Sera, e le reazioni a riguardo. Per chi si fosse perso la vicenda, all’indomani del terremoto a L’Aquila, il sito del Corriere della [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Visto che curo un <a href="http://download.chip.eu/it/" target="_blank">sito </a>che si basa largamente su UGC (Contenuti Generati dagli Utenti), sto seguendo con molta attenzione quel che è successo alle foto inviate dai lettori al Corriere della Sera, e le reazioni a riguardo. Per chi si fosse perso la vicenda, all’indomani del terremoto a L’Aquila, il sito del Corriere della Sera ha invitato i lettori a mandare testimonianze, foto e video; un <a href="http://educazionecinica.splinder.com/" target="_blank">buontempone</a> ha mandato una foto del terremoto del Sichuan prima, e una di quello in Turchia poi, e queste sono finite in home page. (il <a href="http://rectoverso.tumblr.com/post/93428201/adapazari-a-nuttata " target="_blank">Dr Pruno</a> ha conservato le schermate — Occhio: Rectoverso ultimamente è decisamente <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/NSFW" target="_blank">NSFW</a>).</p>
<p>Le reazioni in rete (dal mio punto di osservazione) si sono divise tra “ben gli sta al Corriere.<a href="http://encyclopediadramatica.com/I_did_it_for_the_lulz" target="_blank"> For teh Lulz!</a>” e “una volta che l’editoria tradizionale si apre agli UGC viene subito assalita dai troll, e c’è pure chi li difende”. I principali commenti si sono raccolti in coda ai post di <a href="http://mediablog.corriere.it/2009/04/terremoto_informazione_e_citiz.html" target="_blank">Pratellesi</a> (direttore di Corriere.it), <a href="http://www.mantellini.it/?p=6592" target="_blank">Mantellini</a> e <a href="http://educazionecinica.splinder.com/post/20260519" target="_blank">rectoscopy</a>. Ma perché, davvero, buggerare il Corriere (ma anche una testata qualsiasi) è percepito come cosa buona e giusta? Perché moltissime persone sono infastidite da qualsiasi apertura dei giornali alla rete? (i blog dei direttori non godono di molta fama in rete…)</p>
<p>Io credo che i siti dei quotidiani si sono fatti beccare troppe volte a pescare a piene mani dalla rete senza citare la fonte. Se lo fanno, indicano il nome dell’autore ma non mettono un link. Insomma, i più grossi siti del web sono altamente maleducati, in termini di netiquette. Inoltre, c’è una questione strettamente formale. Le condizioni d’uso con la policy sugli UGC e i diritti dell’autore sui materiali inviati non sono per niente semplici da trovare, e quando le si trova riservano solo brutte sorprese per l’utente.</p>
<p><strong>Le condizioni d’uso di Corriere.it</strong><br />
Per trovare le condizioni d’uso e la gestione dei diritti sugli UGC bisogna andare su <a href="http://www.corriere.it/corcommunity/accesso/Registrazione.do">Registrati</a>, scorrere  in basso il modulo di iscrizione per trovare la parte relativa agli UGC ingabbiata in una textbox alta solo 3 righe e che (su Firefox per Mac) è priva delle frecce di scorrimento. Incollando il testo in un editor per una più agevole lettura, si scopre che:</p>
<ul>
<li>gli UGC citati sono solo di tre tipi: commenti agli articoli (“Di’la tua”), commenta nei blog e partecipa ai forum.</li>
<li>non si parla di foto, video, testi o altri contributi.</li>
<li>l’Utente <em>“cede e trasferisce a RCS Quotidiani e RCS Digital, in via definitiva e a titolo gratuito, la titolarità di <span style="text-decoration: underline;"><strong>tutti i diritti </strong></span>di sfruttamento economico e commerciale relativi ai contenuti trasmessi, per l’Italia e per tutto il mondo”</em>.</li>
</ul>
<p>Di solito, i siti che pubblicano UGC si limitano a richiedere il diritto alla distribuzione non-esclusiva: se l’utente vuole, può riutilizzare (anche rivendere) i suoi contenuti anche altrove.</p>
<p><strong>Patti poco chiari</strong><br />
Insomma, i diritti degli utenti che inviano contributi sono nascosti, non toccano l’oggetto della richiesta di quel lunedì mattina (mandate foto, video e testimonianze), e sono penalizzanti per l’utente. Capisco l’urgenza del momento, ma questa non è una policy accettabile se si vuole attivare dei Citizen Journalist. La gravità del gesto è stata poi accentuata dall’uso che il Corriere ha deciso di fare delle foto: non le ha messe in una gallery, chiaramente identificata come “contributi dei lettori”, ma le ha sparate in home page, come foto di apertura del servizio più importante del mese, senza indicare l’autore. Appropriandosi di fatto della foto, per quanto mi riguarda, il Corriere si fa carico di tutte le colpe di omesso controllo. Diverso sarebbe stato se la foto fosse stata presentata, con indicazione chiara dell’autore, in un contesto di contenuti generati dalla comunità dei lettori. E se poi una foto è proprio bella a vuoi usarla in home page, non sarebbe una bestemmia pensare a un compenso per l’autore (quanto costerebbe una foto d’agenzia in home page? O l’invio di un fotoreporter?).</p>
<p>PS: nelle condizioni d’uso di Corriere.it c’è anche — la perla dell’<em>art. 4 punto e</em>: sono vietati commenti aventi per contenuto <em>“Messaggi  di propaganda politica, di partito o di fazione. Quindi non sono ammessi messaggi  che contengano idee o affermazioni chiaramente riferite ad ideologie politiche”</em>. Insomma, puoi partecipare a patto che tu non esprima delle idee. Mica male…</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Profilazione e percezione della realtà</title>
		<link>http://www.grand.it/2009/profilazione-e-percezione-della-realta/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 23:33:42 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Grassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Bruce Sterling]]></category>
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		<description><![CDATA[Il mio quotidiano &#124; Wittgenstein Qualche giorno fa sul New York Times Nicholas Kristof ha fatto una riflessione simile rispetto alla personalizzazione delle informazioni e delle news: il “Daily me”. Finiamo per leggere solo cose con cui siamo d’accordo. Questo post di Luca mi ha fatto venire in mente uno scambio avuto con RobyInno mesi [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<blockquote><p><a href="http://www.wittgenstein.it/2009/03/23/il-mio-quotidiano/">Il mio quotidiano | Wittgenstein</a><br />
Qualche giorno fa sul New York Times Nicholas Kristof ha fatto una riflessione simile rispetto alla personalizzazione delle informazioni e delle news: il “Daily me”. Finiamo per leggere solo cose con cui siamo d’accordo.</p></blockquote>
<p>Questo post di Luca mi ha fatto venire in mente uno scambio avuto con <a href="http://deliriotecnologico.blogspot.com/">RobyInno</a> mesi fa fa, e che mi ero ripromesso di mettere su queste pagine. Anche qui, poco più di qualche appunto, ché il tempo fugge.</p>
<p><strong>La profilazione e la personalizzazione cambiano la percezione della realtà<br />
</strong>La pubblicità è sempre più mirata alla tua persona, ai comportamenti (behavioural advertising). I siti di eCommerce ti propongono prodotti ai quali probabilmente sei interessato. Google Reader ti propone i siti che probabilmente sono più affini al tuo modo di vedere, e ti permette di aggiungerli alla tua home page iGoogle. Presto i siti di informazione ti proporranno in home page gli argomenti e le notizie che ti interessano. Col passare del tempo, verrai a contatto sempre più con idee, notizie, opinioni e giudizi ai quali sei affine, e venendo a mancare idee discordanti, verrà limitata la possibilità di mettere in discussione ciò che credi. Ma c’è di più: crederai che tutto il mondo la pensa come te. E lo stesso crederanno anche persone che la pensano in modo molto differente da te.</p>
<p><a title="Per saperne di più su Distraction" href="http://www.anobii.com/books/01dcfafe57d865ddbb/"><img class="alignleft" style="padding: 5px;" title="Per saperne di più su Distraction" src="http://image.anobii.com/anobi/image_book.php?type=4&amp;item_id=01dcfafe57d865ddbb&amp;time=0" alt="Immagine di Distraction" width="93" height="130" /></a>Nel suo romanzo <a href="http://www.anobii.com/books/01dcfafe57d865ddbb/">Distraction</a>, Bruce Sterling si spinge più in là, e ipotizza la possibilità di pilotare la percezione e le azioni di individui e gruppi attraverso un bombardamento mediatico personalizzato. Non mass-media, ma single-media, dalle notizie del giorno allo spam, al passaparola ottenuto influenzando circoli di persone socialmente attive in rete. L’obiettivo, in quel caso, era provocare manifestazioni di protesta e veri e propri attentati contro un candidato alla presidenza USA nel 2044. Estremo? Sì, è un romanzo di fantascienza. Completamente campato per aria? Temo proprio di <a href="http://usa.theviralfactory.com/">no</a>. </p>
]]></content:encoded>
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		<title>Tutti dicono “I love news”</title>
		<link>http://www.grand.it/2009/tutti-dicono-i-love-news/</link>
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		<pubDate>Mon, 23 Mar 2009 12:20:33 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Grassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[crisi]]></category>
		<category><![CDATA[editoria]]></category>
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		<description><![CDATA[Tra giornali che chiudono (negli USA, soprattutto), e altri che sono in grande agitazione per trovare una via di uscita alla crisi, c’è molto fermento nel settore delle notizie sul web e su internet in generale. Alcune cose da notare, leggere o tenere d’occhio: Il giornale di domani Uno speciale di Internazionale con riflessioni e [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tra giornali che chiudono (negli USA, soprattutto), e altri che sono in grande agitazione per trovare una via di uscita alla crisi, c’è molto fermento nel settore delle notizie sul web e su internet in generale. Alcune cose da notare, leggere o tenere d’occhio: <strong><br />
</strong></p>
<p><strong>Il giornale di domani</strong><br />
Uno speciale di Internazionale con riflessioni e analisi su presente e futuro dei giornali (in particolare i quotidiani). <a href="http://www.bookcafe.net/blog/blog.cfm?id=953">Giuseppe Granieri elenca qui</a> gli articoli originali in Inglese. Alcune idee che ci puoi trovare, o che comunque girano attorno agli articoli sono:</p>
<ul>
<li>muoiono i giornali, non le notizie o il bisogno di raccontarle</li>
<li>l’informazione è più diffusa (e ricercata) che mai</li>
<li>i giornalisti non hanno mai avuto un pubblico potenziale tanto grande, né barriere tanto piccole all’inizio della carriera</li>
<li>corrispondenze da posti remoti, inchieste che durano settimane, approfondimenti su argomenti complicati sono tipi di contenuto che difficilmente possono essere finanziati (per non dire adeguatamente compensati) con un modello basato solo sulla pubblicità, o per lo meno non con le attuali tariffe della pubblicittà online</li>
<li>chi rimacina e riblogga l’inchiesta esclusiva di un altro ottiene l’1% dei benefici ma con lo 0.0001% dello sforzo. Non funziona.</li>
<li>tutti hanno un’opinione o un dettaglio sulle notizie che stanno sotto gli occhi di tutti, ma chi va a scovare quelle che non ha notato nessuno?</li>
<li>carta, stampa e distribuzione costituiscono la fetta più grande nel prezzo di un giornale, ma…</li>
<li>…  proventi online del NYT bastano a pagare solo il 20% della redazione del giornale di carta</li>
</ul>
<p><a href="http://www.visionpost.it/dlife/benvenuti-a-new-media-city.htm "><strong><br />
La mappa di New Media City </strong></a><br />
Divertente mappa fatta da quelli di Totem, segnalata dall’interessante blog del <a href="http://giornalaio.wordpress.com/2009/03/06/new-media/">Giornalaio</a>.</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Meet the media guru, Cory Doctorow a Milano</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Mar 2009 23:57:43 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Grassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Cory Doctorow]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[Meet the Media Guru]]></category>

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		<description><![CDATA[(poco più di una raccolta di appunti non riletti. Il tempo è poco) Preambolo breve: Cory Doctorow è lui, mentre Meet the Media Guru è questa cosa qui. Malgrado la Mediateca Santa Teresa sia un partner dell’evento, credo sia giunta l’ora di cercare una sede più grande per i prossimi appuntamenti (specialmente quello con Lawrence [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_119" class="wp-caption aligncenter" style="width: 393px"><img class="size-full wp-image-119" title="nhscory2" src="http://www.grand.it/wp-content/uploads/2009/03/nhscory2.jpg" alt="Cory Doctorow a Milano" width="383" height="130" /><p class="wp-caption-text">Cory Doctorow a Milano</p></div>
<p><em>(poco più di una raccolta di appunti non riletti. <a href="http://www.grand.it/2009/le-idee-son-tante-il-tempo-manca-sulla-tastiera-sventola-la-mano-stanca/">Il tempo è poco</a>)</em><br />
Preambolo breve: <a href="http://it.wikipedia.org/wiki/Cory_Doctorow">Cory Doctorow è lui</a>, mentre <a href="http://www.meetthemediaguru.org/">Meet the Media Guru</a> è questa cosa <a href="http://www.meetthemediaguru.org/">qui</a>.<br />
Malgrado la <a href="http://www.mediabrera.it/index/">Mediateca Santa Teresa</a> sia un partner dell’evento, credo sia giunta l’ora di cercare una sede più grande per i prossimi appuntamenti (specialmente quello con <a href="http://www.meetthemediaguru.org/guru/index.php/03/lawrence-lessig-27-3-2009/">Lawrence Lessig del 27 marzo</a>): è semplicemente troppo piccola. La presentazione, invece, decisamente troppo lunga (come <a href="http://www.gaspartorriero.it/2009/03/cory-doctorow-milano.html">Gaspar</a>, ho cercato invano un pulsante Skip Intro sotto la poltrona). Qui, comunque, c’è il <a href="http://www.meetthemediaguru.org/guru/index.php/03/cory-doctorow-la-conferenza-integrale/">video di tutta la serata</a>, che era anche in streaming su Mogulus e C6tv (kudos a pioggia per questo e molti altri dettagli).<br />
Di persona, Cory è più simpatico di quel che mi aspettavo, ma gli argomenti erano molto prevedibili, almeno per chi già lo conosce e lo segue da un po’. Bisogna però ammettere che, se oggi come oggi l’idea di vendere  contenuti digitali senza DRM è scontata e banale, almeno per quanto riguarda la musica, non lo era solo pochi anni fa, quando solo Cory e pochi altri gridavano convinti che il DRM non aveva futuro.</p>
<p><strong>Media e News</strong><br />
Secondo Doctorow, le notizie recenti stanno ormai diventando commodity. Ce ne sono più del necessario. La merce rara, semmai, sono le notizie vecchie. C’è però il paradosso dell’archivio del storico del New York Times. Per molti anni, le notizie sono state consultabili liberamente da tutti per una o due settimane, per poi diventare accessibili solo agli abbonati. Chi voleva citare una fonte giornalistica in una pagina web, quindi, per anni ha evitato di linkare il NYT, preferendogli altre testate  (BBC, per esempio). Ora il NYT ha aperto l’archivio a tutti, ma ha così pochi backlink accumulati nel primo decennio del web che gli articoli di quel periodo, per Google, non esistono. Sei costretto a regalare proprio quel che ha più valore, perché altrimenti nessuno lo noterà. Un bell’affare, non c’è che dire.</p>
<p><strong>Oh, the irony</strong><br />
Nelle sue giornate milanesi, Cory ha incontrato <a href="http://www.wittgenstein.it/2009/03/08/cory-heart/">blogstar di prima grandezza</a>, <a href="http://www.infoservi.it/public/post/cory-doctorow-express-yourself-962.asp">giornalisti esperti di social media</a>, <a href="http://twitter.com/riccardowired/status/1285338142">direttori e “compagni di colazioni”</a>… Tutta gente ammodino, insomma. Poi, però, quando si è trattato di fare un <a href="http://boingboing.net/2009/03/11/italian-bloggers-cal.html">post sulla trasferta  italiana</a>, ha scelto di sponsorizzare la campagna per la libertà di blog lanciata da Beppe Grillo, che non è proprio il blogger più stimato dai suoi colleghi illustri.<br />
<em><br />
(forse continua in un prossimo post, quando recupero gli appunti)</em></p>
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		<title>Google News, la data degli articoli e i disclaimer</title>
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		<pubDate>Fri, 30 Jan 2009 14:57:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Grassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[data]]></category>
		<category><![CDATA[Google]]></category>
		<category><![CDATA[news]]></category>

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		<description><![CDATA[Tempo fa citavo i disastrosi effetti di un misunderstanding dovuto alla data di pubblicazione di un articolo su GoogleNews. Ora ho notato che in fondo alla pagina si legge: La data o l’ora visualizzate indicano il momento in cui l’articolo è stato aggiunto a Google News. Ah, beh!]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Tempo fa citavo i disastrosi <a href="http://www.grand.it/2008/united-airlines-in-picchiata-per-colpa-dei-software-altrui/">effetti </a>di un misunderstanding dovuto alla data di pubblicazione di un articolo su <a href="http://news.google.it">GoogleNews</a>.</p>
<p>Ora ho notato che in fondo alla pagina si legge:</p>
<blockquote><p>La data o l’ora visualizzate indicano il momento in cui l’articolo è stato aggiunto a Google News.</p></blockquote>
<p>Ah, beh!</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Se 1,4 Gigapixel vi sembran pochi…</title>
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		<pubDate>Mon, 26 Jan 2009 21:31:10 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Grassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Tecnologia]]></category>
		<category><![CDATA[Visto, letto, sentito]]></category>
		<category><![CDATA[David Bergman]]></category>
		<category><![CDATA[foto]]></category>
		<category><![CDATA[fotografia]]></category>
		<category><![CDATA[Gigapan]]></category>

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		<description><![CDATA[How I Made a 1,474-Megapixel Photo During President Obama’s Inaugural Address &#124; I made a panoramic image showing the nearly two million people who watched President Obama’s inaugural address. To do so, I clamped a Gigapan Imager to the railing on the north media platform […] the final photo is made up of 220 Canon [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div id="attachment_66" class="wp-caption alignnone" style="width: 460px"><img class="size-full wp-image-66" title="foto-gigapixel-obama" src="http://www.grand.it/wp-content/uploads/2009/01/foto-gigapixel-obama.jpg" alt="La foto da 1,4 Gigapixel che il fotografo David Bergman ha scattato all'Inauguration Day." width="450" height="268" /><p class="wp-caption-text">La foto da 1,4 Gigapixel che il fotografo David Bergman ha scattato all’Inauguration Day.</p></div>
<blockquote><p><a href="http://davidbergman.net/Obama.html">How I Made a 1,474-Megapixel Photo During President Obama’s Inaugural Address | </a><br />
I made a panoramic image showing the nearly two million people who watched President Obama’s inaugural address. To do so, I clamped a Gigapan Imager to the railing on the north media platform […] the final photo is made up of 220 Canon G10 images and the file is 59,783 X 24,658 pixels or 1,474 megapixels</p></blockquote>
<p>Il fotografo David Bergman ha montato 220 scatti della <a href="http://www.whitehouse.gov/blog/inaugural-address/">cerimonia di inugurazione </a>della presidenza Obama per realizzare un’immagine da 1,47 Gigapixel. Non contento, l’ha inserita in un browser flash che permette di fare panoramiche e zoomate come neanche <a href="http://en.wikipedia.org/wiki/Chloe_O%27Brian">Chloe O’Brian</a> in <a href="http://www.fox.com/24/">24</a>. La prova fotografica non mente: il  terzultimo in fondo da sinistra si sta scaccolando.</p>
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		<title>The Big Picture: splendide foto in una cornice rivoluzionaria</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Oct 2008 19:55:22 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Andrea Grassi</dc:creator>
				<category><![CDATA[giornalismo]]></category>
		<category><![CDATA[Alan Taylor]]></category>
		<category><![CDATA[big picture]]></category>
		<category><![CDATA[boston globe]]></category>
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		<description><![CDATA[La sezione fotografica The Big Picture sul sito del quotidiano Boston Globe è una delle cose più affascinanti che mi sia capitato di vedere ultimamente su internet, sia per la forma rivoluzionaria, sia per il contenuto. La forma editoriale è tanto semplice quanto efficace: un’unica pagina contiene qualche decina di foto grandi quasi quanto tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><img class="alignleft size-full wp-image-35" style="float: left;" title="bigpicture" src="http://www.grand.it/wp-content/uploads/2008/10/bigpicture1.jpg" alt="The Big Picture, lo splendido blog fotografico del Boston Globe" width="210" height="853" />La sezione fotografica <a href="http://www.boston.com/bigpicture/2008/09/observing_ramadan.html">The Big Picture</a> sul sito del quotidiano Boston Globe è una delle cose più affascinanti che mi sia capitato di vedere ultimamente su internet, sia per la forma rivoluzionaria, sia per il contenuto.</p>
<p>La forma editoriale è tanto semplice quanto efficace: un’unica pagina contiene qualche decina di foto grandi quasi quanto tutto lo schermo, ciascuna con una breve didascalia. Niente gallerie con immagini da cliccare in sequenza, spesso incastrate tra fastidiose pubblicità animate, come accade nei nostri quotidiani. L’editor Alan Taylor, che poi è in realtà uno sviluppatore del sito web del Globe che cura The Big Picture nei ritagli di tempo, ha di recente annunciato (<a href="http://www.boston.com/bigpicture/2008/10/a_quick_note_1.html">quasi scusandosi</a>), che avrebbe aggiunto in coda alla pagina un secondo banner pubblicitario.</p>
<p>Il contenuto delle foto poi è strepitoso: si tratta di una selezione delle più belle foto di cui il Boston Globe ha acquisito i diritti per l’uso sul sito, raccolte in un’unica pagina tematica invece che sparpagliate negli articoli corrispondenti. Le foto, così come le didascalie, provengono dalle più celebri agenzie (AP, Reuters, Getty Images…), da fonti di pubblico dominio come la NASA e da fotografi privati che hanno ceduto i diritti al Globe.</p>
<p>Dalla <a href="http://www.boston.com/bigpicture/2008/10/earth_from_above_comes_to_nyc.html">terra vista dall’alto</a> al <a href="http://www.boston.com/bigpicture/2008/09/the_singapore_grand_prix.html">Gran Premio di Singapore</a>, dalla ricorrenza del <a href="http://www.boston.com/bigpicture/2008/09/observing_ramadan.html">Ramadan</a> alle diverse serie sulle scorse Olimpiadi (<a href="http://www.boston.com/bigpicture/2008/07/beijing_2008_preparations_thre.html">preparazione</a>, <a href="http://www.boston.com/bigpicture/2008/08/2008_olympics_opening_ceremony.html">cerimonia di apertura</a>, <a href="http://www.boston.com/bigpicture/2008/08/womens_olympic_fencing.html">scherma</a>, <a href="http://www.boston.com/bigpicture/2008/09/2008_summer_paralympic_games.html">paraolimpiadi</a>), sono tutte immagini che mozzano il fiato. Da vedere, e da inserire nei propri <a href="http://www.boston.com/bigpicture/index.xml">feed RSS</a>.</p>
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