dic 11 2009

Google penalizza gli aggregatori. Degli altri

Categoria: giornalismoAndrea Grassi @ 02:19
Google penalizza gli aggregatori, ma piazza i risultati del suo aggregatore, Google News, in cima alla SERP

Google penalizza gli aggregatori, ma piazza i risultati del suo aggregatore, Google News, in cima alla SERP

La gran cagnara che gli editori stanno facendo attorno a Google News, è del tutto infondata. C’è però un punto su cui vale la pena di riflettere, ed è questo: se è vero che Google penalizza gli aggregatori di notizie, rimuovendo i contenuti duplicati dai risultati o facendoli scendere nella SERP, perché piazza i risultati del suo aggregatore di notizie, Google News, in cima ai risultati in prima pagina.

Questa pratica stroncherebbe sul nascere un qualsiasi potenziale concorrente di Google News. Abuso di posizione dominante anyone?

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gen 30 2009

Google News, la data degli articoli e i disclaimer

Categoria: giornalismoAndrea Grassi @ 15:57

Tempo fa citavo i disastrosi effetti di un misunderstanding dovuto alla data di pubblicazione di un articolo su GoogleNews.

Ora ho notato che in fondo alla pagina si legge:

La data o l’ora visualizzate indicano il momento in cui l’articolo è stato aggiunto a Google News.

Ah, beh!

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ott 09 2008

Nel dubbio, non cliccare

Categoria: TecnologiaAndrea Grassi @ 22:20

Le pubblicità testuali AdSense di Google sono pagate “un tanto al clic”. Per questo motivo, è fatto assoluto divieto a chi gestisce un sito di cliccare sulle sue pubblicità. La pena è la cessazione immediata, e praticamente senza appello, della visualizzazione di pubblicità sul sito.

La cosa ha alcune conseguenze nefaste. La prima, è che di tanto in tanto capita che un clic vada nel punto sbagliato (anche perché non è necessario colpire le parole, ma basta fare clic nell’intera area dell’annuncio), e che quindi vengano sospesi account di persone in assoluta buona fede.

La seconda è che all’autore del sito è impedito di andare a verificare chi è il suo inserzionista (cosa di non poco conto, visto che a volte gli annunci sono molto sibillini e viene la voglia di verificare se il proprio sito non sia per caso veicolo per una truffa…).

La terza conseguenza è negativa per Google: con la costante tensione del “non devo clicare sugli AdSense dei siti che gestisco…”, ho smesso quasi del tutto di cliccare anche sugli annunci degli altri.

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set 12 2008

United Airlines in picchiata per colpa dei software… altrui

Categoria: Tecnologia,giornalismoAndrea Grassi @ 01:40

Google News prende per nuovo un articolo del 2002 e il titolo UAL crolla in borsa.Qualcuno legge online un articolo vecchio di 6 anni riguardante le difficoltà finanziare della United Airlines. Il sito è quello di un piccolo quotidiano, e la visita è avvenuta in un momento “morto”. Sta di fatto, che basta quella singola impression per far entrare quella pagina nel box con gli articoli più letti, direttamente in home page. Passa di lì per caso GoogleBot e, trovando una notizia in home page, la prende per “fresca di giornata”, e la inserisce nei feed di Google News. La notizia viene raccolta dagli aggregatori e comincia a rimbalzare per blog e mailing list. Quando l’articolo arriva nel circuito di news Bloomberg LP molti operatori (qualcuno sospetta anche per colpa di software di trading automatico, basato su trigger e parole chiave) cominciano a vendere, vendere, vendere azioni di un’azienda che era sull’orlo del fallimento… nel 2002. Il titolo di United Airlines (UAL) passa rapidamente da 12 a 3 $, per poi riprendersi gradualmente e — al momento in cui scrivo — non ancora completamente.

Riflessione 1: attenzione ai meccanismi automatici che evidenziano contenuti in home page. Potrebbero riportare in vita vecchi fantasmi.
Riflessione 2: passi per l’errore di GoogleBot, ma un redattore dovrebbe controllare sempre la fonte, e cercarne più di una. Se poi l’azienda riguarda una società quotata in borsa, e magari il suo presunto fallimento, un contatto diretto è d’obbligo.
Riflessione 3: un software non può (ancora) sostituire un giornalista. Per fortuna.
Riflessione 4: se continuo su quest’onda, prima o poi qualcuno mi scambia per un luddista
Riflessione 4: mai come oggi, la borsa non ha alcuna attinenza con la realtà.

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