
Google penalizza gli aggregatori, ma piazza i risultati del suo aggregatore, Google News, in cima alla SERP
La gran cagnara che gli editori stanno facendo attorno a Google News, è del tutto infondata. C’è però un punto su cui vale la pena di riflettere, ed è questo: se è vero che Google penalizza gli aggregatori di notizie, rimuovendo i contenuti duplicati dai risultati o facendoli scendere nella SERP, perché piazza i risultati del suo aggregatore di notizie, Google News, in cima ai risultati in prima pagina.
Questa pratica stroncherebbe sul nascere un qualsiasi potenziale concorrente di Google News. Abuso di posizione dominante anyone?
Tags: editoria, Google, news, seo
Tra giornali che chiudono (negli USA, soprattutto), e altri che sono in grande agitazione per trovare una via di uscita alla crisi, c’è molto fermento nel settore delle notizie sul web e su internet in generale. Alcune cose da notare, leggere o tenere d’occhio:
Il giornale di domani
Uno speciale di Internazionale con riflessioni e analisi su presente e futuro dei giornali (in particolare i quotidiani). Giuseppe Granieri elenca qui gli articoli originali in Inglese. Alcune idee che ci puoi trovare, o che comunque girano attorno agli articoli sono:
- muoiono i giornali, non le notizie o il bisogno di raccontarle
- l’informazione è più diffusa (e ricercata) che mai
- i giornalisti non hanno mai avuto un pubblico potenziale tanto grande, né barriere tanto piccole all’inizio della carriera
- corrispondenze da posti remoti, inchieste che durano settimane, approfondimenti su argomenti complicati sono tipi di contenuto che difficilmente possono essere finanziati (per non dire adeguatamente compensati) con un modello basato solo sulla pubblicità, o per lo meno non con le attuali tariffe della pubblicittà online
- chi rimacina e riblogga l’inchiesta esclusiva di un altro ottiene l’1% dei benefici ma con lo 0.0001% dello sforzo. Non funziona.
- tutti hanno un’opinione o un dettaglio sulle notizie che stanno sotto gli occhi di tutti, ma chi va a scovare quelle che non ha notato nessuno?
- carta, stampa e distribuzione costituiscono la fetta più grande nel prezzo di un giornale, ma…
- … proventi online del NYT bastano a pagare solo il 20% della redazione del giornale di carta
La mappa di New Media City
Divertente mappa fatta da quelli di Totem, segnalata dall’interessante blog del Giornalaio.
Tags: crisi, editoria, media, news
Tempo fa citavo i disastrosi effetti di un misunderstanding dovuto alla data di pubblicazione di un articolo su GoogleNews.
Ora ho notato che in fondo alla pagina si legge:
La data o l’ora visualizzate indicano il momento in cui l’articolo è stato aggiunto a Google News.
Ah, beh!
Tags: data, Google, news
Qualcuno legge online un articolo vecchio di 6 anni riguardante le difficoltà finanziare della United Airlines. Il sito è quello di un piccolo quotidiano, e la visita è avvenuta in un momento “morto”. Sta di fatto, che basta quella singola impression per far entrare quella pagina nel box con gli articoli più letti, direttamente in home page. Passa di lì per caso GoogleBot e, trovando una notizia in home page, la prende per “fresca di giornata”, e la inserisce nei feed di Google News. La notizia viene raccolta dagli aggregatori e comincia a rimbalzare per blog e mailing list. Quando l’articolo arriva nel circuito di news Bloomberg LP molti operatori (qualcuno sospetta anche per colpa di software di trading automatico, basato su trigger e parole chiave) cominciano a vendere, vendere, vendere azioni di un’azienda che era sull’orlo del fallimento… nel 2002. Il titolo di United Airlines (UAL) passa rapidamente da 12 a 3 $, per poi riprendersi gradualmente e — al momento in cui scrivo — non ancora completamente.
Riflessione 1: attenzione ai meccanismi automatici che evidenziano contenuti in home page. Potrebbero riportare in vita vecchi fantasmi.
Riflessione 2: passi per l’errore di GoogleBot, ma un redattore dovrebbe controllare sempre la fonte, e cercarne più di una. Se poi l’azienda riguarda una società quotata in borsa, e magari il suo presunto fallimento, un contatto diretto è d’obbligo.
Riflessione 3: un software non può (ancora) sostituire un giornalista. Per fortuna.
Riflessione 4: se continuo su quest’onda, prima o poi qualcuno mi scambia per un luddista
Riflessione 4: mai come oggi, la borsa non ha alcuna attinenza con la realtà.
Tags: borsa, finanza, giornalismo, Google, news, whatcouldpossiblygowrong