Il mio quotidiano | Wittgenstein
Qualche giorno fa sul New York Times Nicholas Kristof ha fatto una riflessione simile rispetto alla personalizzazione delle informazioni e delle news: il “Daily me”. Finiamo per leggere solo cose con cui siamo d’accordo.
Questo post di Luca mi ha fatto venire in mente uno scambio avuto con RobyInno mesi fa fa, e che mi ero ripromesso di mettere su queste pagine. Anche qui, poco più di qualche appunto, ché il tempo fugge.
La profilazione e la personalizzazione cambiano la percezione della realtà
La pubblicità è sempre più mirata alla tua persona, ai comportamenti (behavioural advertising). I siti di eCommerce ti propongono prodotti ai quali probabilmente sei interessato. Google Reader ti propone i siti che probabilmente sono più affini al tuo modo di vedere, e ti permette di aggiungerli alla tua home page iGoogle. Presto i siti di informazione ti proporranno in home page gli argomenti e le notizie che ti interessano. Col passare del tempo, verrai a contatto sempre più con idee, notizie, opinioni e giudizi ai quali sei affine, e venendo a mancare idee discordanti, verrà limitata la possibilità di mettere in discussione ciò che credi. Ma c’è di più: crederai che tutto il mondo la pensa come te. E lo stesso crederanno anche persone che la pensano in modo molto differente da te.
Nel suo romanzo Distraction, Bruce Sterling si spinge più in là, e ipotizza la possibilità di pilotare la percezione e le azioni di individui e gruppi attraverso un bombardamento mediatico personalizzato. Non mass-media, ma single-media, dalle notizie del giorno allo spam, al passaparola ottenuto influenzando circoli di persone socialmente attive in rete. L’obiettivo, in quel caso, era provocare manifestazioni di protesta e veri e propri attentati contro un candidato alla presidenza USA nel 2044. Estremo? Sì, è un romanzo di fantascienza. Completamente campato per aria? Temo proprio di no.
