
Leopard ha cambiato il formato in cui sono registrate le cartelle home protette con FileVault
Tra le tante cose positive che l’upgrade a Leopard ha portato con sé, c’è anche un risvolto negativo: ha scombinato la mia strategia di backup della cartella home. Abbassate quelle mani, saputelli: non posso usare Time Machine, perché ho attivato FileVault (col cappero che mi porto in giro un portatile senza cifrare i dati che ci sono sopra).
Finora, per fare il backup effettuavo il login con un utente diverso e poi copiavo il file /nomeutente/nomeutente.sparseimage su un disco esterno. Per sicurezza, usavo il comando ditto da terminale, che con il modificatore -rsrc conserva le risorse Mac.
Ora, con il passaggio al formato .sparsebundle della home protetta di FileVault, ditto e altri comandi di copia non funzionano più in questa situazione (non riescono a risolvere la posizione del file, che in realtà non è più un file ma una directory che si finge file). La soluzione momentanea è la più ovvia: fare la copia trascinando la cartella /users/nomeutente nel punto di destinazione, inserendo nome utente e password alla richiesta (la mia abitudine di usare ditto risale a prima che il finder permettesse l’autenticazione per effettuare operazioni non consentite all’utente corrente).
In futuro, però, per sfruttare al meglio la nuova struttura degli .sparsebundle, mi propongo di studiare finalmente a fondo rsync e di usarlo regolarmente per il backup (suggerimento: usare uno strumento complesso come rsync per il backup della propia vita senza averlo studiato a fondo non è una buona idea. Anche perché ci sono opinioni molto contrastanti, per esempio sull’opportunità di usare rsync su una cartella FileVault attiva).
